Panettone o pandoro ?


Nella tradizione dolciaria italiana, due prodotti su tutti dominano il panorama natalizio, il panettone ed il pandoro, ormai presenti nei negozi ed ipermercati non solo nelle versioni classiche, ma nelle più fantasiose e disparate varianti.

Il panettone ha origini milanesi ed è ottenuto da un impasto lievitato a base di acqua, farina, burro, uova (tuorlo), al quale si aggiungono frutta candita, scorzette di arancio e cedro in parti uguali, e uvetta.

Per quanto riguarda le sue origini, ci sono diverse leggende a proposito, una di queste dice che le sue origini risalgono alla fine del 400 ad opera di un umile sguattero della cucina di Ludovico il Moro di nome Toni. 
Alla vigilia di un Natale, il capocuoco degli Sforza brucia il dolce preparato per il banchetto ducale. Toni, allora, decide di sacrificare il panetto di lievito madre che aveva tenuto da parte per il suo Natale. 
Lo lavora a più riprese con farina, uova, zucchero, uvetta e canditi, fino ad ottenere un impasto soffice e molto lievitato. 
Il risultato è un successo strepitoso, che Ludovico il Moro intitola "Pan de Toni" in omaggio al creatore.

La vera origine del panettone va ricercata nell'usanza diffusa nel medioevo di celebrare il Natale con un pane più ricco di quello di tutti i giorni. 
Un manoscritto tardo quattrocentesco di Giorgio Valagussa, precettore di casa Sforza, attesta la consuetudine ducale di celebrare il cosiddetto "rito del ciocco". 
La sera del 24 dicembre si poneva nel camino un grosso ciocco di legno e, nel contempo, venivano portati in tavola tre grandi pani di frumento, materia prima per l’epoca di gran pregio. 
Il capofamiglia ne serviva una fetta a tutti i commensali, lasciandone una per l’anno successivo, in segno di continuità.

Il pandoro è un dolce tipico veneto che viene fatto risalire alla ricca Venezia rinascimentale, anche se alcuni ne riconoscono la somiglianza con la brioche francese o con il “Pan di Vienna”, ma la vera data di nascita del Pandoro così come lo conosciamo noi è il 14 ottobre 1894, giorno in cui il signor Melegatti depositò all'ufficio Brevetti di Verona la ricetta di questo dolce dalla tipica base a forma di stella.

Il pandoro è ottenuto da un impasto a base di farina di frumento, uova, burro, lievito naturale, aroma di vaniglia e sale.

Considerando le ricette classiche, i due dolci sono entrambi molto calorici con valori che girano intorno alle 350-400 Kcal, pari ad un piatto di pasta al tonno
Il pandoro è più ricco di uova e burro e quindi con più calorie e grassi, ma meno zuccheri.

In sostanza pochissime differenze.

Di solito questi dolci si consumano a fine pasto, però anche la colazione è un buon momento per gustarsi una bella fetta del dolce natalizio preferito al posto della solita brioche.

Per chi è a dieta o non vuole mettere su peso, nei pasti principali una fetta intera la si può consumare in sostituzione del pane o della pasta, in alternativa una mezza fetta subito dopo il pasto.
Nel caso del pandoro, meglio evitare di aggiungere lo zucchero velato che di solito viene fornito in una bustina a parte, del resto è già dolce di suo.

Per chi soffre di glicemia alta un piccolo assaggio è più consigliato dopo un pasto principale e non come spuntino così da contenere la risposta insulinica.

Dovendo rispondere alla domanda iniziale pandoro o panettone, mi chiedo ma perché scegliere?
Se ci piacciono entrambi, approfittiamo delle feste per gustare questi due dolci della tradizione natalizia, magari alternandoli, del resto per mettersi a dieta c'è sempre tempo

Fab



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