Puntura di medusa, cosa fare e non fare


Da qualche anno, causa cambiamenti climatici, si ha una maggiore presenza di meduse nei mari italiani e di Grecia, Spagna e Malta.

Le meduse non sono creature aggressive, vengono trasportate dalle correnti nuotando in verticale, non pungono e non mordono, siamo noi che ci scontriamo con loro nuotando e di conseguenza entrando in contatto con i loro tentacoli provocano irritazioni.

Nella maggior parte dei casi, un contatto provoca una reazione infiammatoria acuta caratterizzata da bruciore, prurito e chiazze rosse nelle zone colpite, tuttavia se sorgono complicazioni come forte sudorazione, vertigini, difficoltà respiratorie, nausea e vomito, è meglio andare al pronto soccorso o chiamare il 118.

Ma cosa fare subito dopo essere stati punti ?

Occorre uscire al più presto dall'acqua, riempire un recipiente con acqua marina e cospargerla più volte sulla zona colpita, l'acqua di mare oltre a rimuovere i residui dei tentacoli, previene l'insorgere di vescicole e ne diminuisce l'effetto urticante.

Successivamente una crema o gel a base di aloe che è un ottimo rimedio naturale per combattere l'infiammazione: è lenitiva, ripara le cellule danneggiate dalla medusa e se ne può mettere in abbondanza senza controindicazioni.

In alternativa, un gel astringente al cloruro di alluminio, ha un'azione anti prurito e blocca la diffusione delle tossine.

Sono da evitare l'ammoniaca, che secondo la croce rossa non ha la chimica giusta per risolvere il problema, ma ha l'effetto contrario, la sabbia che non avendo una temperatura sufficientemente alta (occorrono 50 / 60 °), non produce alcun effetto.

Fab

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